Una storia di visione, impresa e persone

Dal cuore dell’Italia che produce,
un secolo di passione industriale

“Oltre un secolo di industria, persone e idee. La storia dell’Italia che lavora: la nostra storia”.

Confindustria ha accompagnato l’Italia nel suo percorso di trasformazione da realtà agricola a potenza industriale e da oltre 115 anni continua a sostenere la crescita e lo sviluppo del Paese.

Nata nel 1910 per rappresentare gli interessi del mondo produttivo, Confindustria ha attraversato guerre, crisi, rinascite e rivoluzioni tecnologiche ritagliandosi un ruolo da protagonista nei grandi cambiamenti sociali ed economici d’Italia durante il XX ed il XXI secolo.

Dalla macchina a vapore all’industria digitale ha saputo anticipare le sfide del tempo, sostenere la creatività e il talento delle imprese, valorizzare il modello produttivo italiano fondato su innovazione, territorio e cultura del fare. Nel cuore della sua storia c’è l’imprenditore: motore instancabile di crescita, visione e dialogo con la società.

Una storia fatta di memoria e idee che continua a rinnovarsi ogni giorno con lo sguardo rivolto al futuro.

Confindustria continua a adattare la sua missione ai tempi, rafforzando il proprio ruolo nelle dinamiche europee e internazionali e contribuendo alla definizione di nuove politiche di sviluppo del Paese. Oggi come ieri Confindustria è un punto di riferimento per chi crede nell’impresa come fattore imprescindibile per il progresso economico, sociale e culturale.

Le pietre miliari di un secolo di leadership industriale

1886
1910

Le origini di Confindustria

Per quasi mezzo secolo dall’unificazione l’Italia era rimasta in bilico fra arretratezza e sviluppo a causa della scarsità di materie prime e risorse energetiche, degli elevati livelli di analfabetismo e dell’esistenza di vaste sacche di miseria endemica, non soltanto nel Sud della penisola. In questo scenario, la formazione della prima base industriale – avvenuta tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento – fu un processo tutt’altro che agevole, accompagnato da un lento mutamento d’opinione della classe politica dell’epoca rispetto all’idea che la ricchezza dell’Italia fosse unicamente, o quasi, nell’agricoltura. Infatti, nel 1887 il Parlamento varò un regime protezionistico a favore della nascente industria siderurgica e del settore tessile, in concomitanza con un provvedimento analogo a sostegno della produzione cerealicola. In quella circostanza comparvero alcune leghe imprenditoriali per sostenere le rivendicazioni di diversi comparti industriali, senza tuttavia riuscire a farsi strada in un contesto economico dominato dagli interessi della grande proprietà fondiaria e dell’alta finanza. Soltanto all’inizio del Novecento, quando anche l’Italia cominciò a partecipare alla congiuntura espansiva a livello internazionale, la causa dell’industrialismo guadagnò terreno. Tra il 1902 e il 1906 nacquero i primi sodalizi a carattere territoriale, da quello di Monza a quello di Torino, accanto alle associazioni di categoria (la prima era stata quella laniera) che si erano costituite negli anni precedenti in alcuni centri come Biella, Milano, Genova, Schio e Terni. Da questi primi nuclei di associazionismo imprenditoriale sorti in ordine sparso nacque, il 5 maggio 1910, la “Confederazione italiana dell’industria”, con il fine di coordinare a livello nazionale le iniziative degli imprenditori sia nei rapporti con il Governo e le amministrazioni locali, sia nei riguardi delle Organizzazioni sindacali. Primo Presidente della Confederazione fu Luigi Bonnefon, un industriale della seta trasferitosi da Lione in Piemonte, vanto di quell’industria manifatturiera pioneristica che, tra le poche di quel periodo, riusciva ad esportare. Luigi Einaudi definì la nascita della nuova Confederazione il simbolo de “l’Italia che lavora e che produce”. Prima con sede a Torino – e successivamente dal 1919 a Roma – Confindustria si sarebbe occupata, insieme alla neonata Confederazione Generale del Lavoro nel 1906, di gestire le vertenze tra capitale e lavoro, come nei più moderni sistemi di relazioni industriali già vigenti in Gran Bretagna, Francia e Germania.
Le origini di Confindustria

Le Sedi di Confindustria

La prima sede della “Confederazione Italiana dell’Industria”, fondata il 5 maggio 1910, fu presso la Lega Industriali di Torino, in Via Monte di Pietà. Le vicissitudini seguite alla Grande Guerra, la maggiore industrializzazione del Paese, la necessità di un confronto con il Governo e con l’Organizzazione sindacale dei lavoratori, portarono gli industriali a trasferire la sede a Roma. L’8 aprile 1919, presso la sede di Assonime di Via Lata, gli industriali si riunirono per approvare il nuovo statuto, il logo “Confederazione Generale dell’Industria Italiana” e la nuova sede provvisoria in Via Vicenza 7 (già Ordine Mauriziano). Ad ottobre dello stesso anno la sede di Confindustria si trasferì nel palazzo delle Assicurazioni Generali di Piazza Venezia, dove rimase fino all’inizio degli anni ’70, con una breve pausa tra il ‘44 e il ’47, quando la nuova Confederazione Generale dell’Industria Italiana, frutto dello scioglimento avvenuto nel novembre 1943 a seguito della fine della Seconda guerra mondiale, ebbe una sede provvisoria a Palazzo Grazioli in Via del Plebiscito. In anticipo sui tempi, il 21 marzo 1958, Confindustria ufficializzò al Sistema l’istituzione di un proprio ufficio a Bruxelles “onde essere in grado di seguire da vicino, sin dalle prime fasi, l’attività degli organi comunitari”. In attesa che venissero definite le Sedi delle Istituzioni della Comunità Economica Europea e dell’Euratom, stabilì la propria sede in Bureau de Liaison, 4 Rue Ravenstein risultando in questo modo la più antica e consolidata rappresentanza dell’industria italiana in Europa. Attualmente la sede della Delegazione si trova in Avenue de la Joyeuse Entrée nel Quartiere Europeo di Bruxelles.
Nel 1972 Confindustria si trasferì dalla storica sede di Piazza Venezia nel quartiere dell’E.U.R. a Roma nel nuovo edificio commissionato agli architetti Luccichenti e Monaco. Arricchito da un imponente mosaico pavimentale – tra i più estesi d’Europa – disegnato da Giuseppe Capogrossi, il nuovo palazzo intendeva coniugare rigore e armonia con l’ambiente circostante. Oggi, il Palazzo ospita, oltre agli uffici di Confindustria, anche gli uffici di numerose Associazioni di settore del Sistema associativo. La sede di Viale dell’Astronomia comprende anche lo storico Auditorium di Confindustria, progettato dall’architetto Pierluigi Spadolini e inaugurato il 30 maggio 1974, in occasione dell’Assemblea Generale che elesse Presidente Giovanni Agnelli. Da allora, e per oltre quarant’anni, insieme alle sue 18 sale modulari e a vaste aree polifunzionali, ha svolto un ruolo importante in termini di efficienza e funzionalità, nella variegata offerta congressuale sviluppatasi nella città. Nel 2016 ha visto la luce il nuovo Centro Congressi di Confindustria, composto dall’Auditorium della Tecnica, dalle aree espositive e dalle sale riunioni. L’intervento di valorizzazione, promosso a fine 2015, ha ridato vita a uno spazio prestigioso, reinterpretato in chiave contemporanea e reinserito nel circuito degli elementi di pregio dell’Architettura del moderno della città. Con una dotazione tecnologica all’avanguardia, l’impiego di materiali innovativi, l’efficienza acustica e il risparmio energetico, il nuovo Centro Congressi è in grado di competere con i suoi omologhi di nuova generazione a livello internazionale e di rappresentare un punto di riferimento per la città di Roma.

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